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La guazza di San Giovanni: l'acqua delle fate

bacinella con fiori

Accade ogni anno, nella notte fra il 23 e il 24 Giugno, una magia dolce e speciale: la notte di San Giovanni è quella in cui molte persone, spinte da curiosità, per rispettare una tradizione, semplicemente per fede, si ritrovano a raccogliere fiori ed erbe aromatiche per preparare quella che si definisce "la guazza".


La leggenda vuole che si debbano raccogliere fiori profumati, foglie, erbe che crescono selvatiche in aree poco frequentate, poi metterle in una ciotola con acqua di fonte. La guazza va lasciata alla luce della Luna per tutta la notte: questo rituale antico e misterioso conferisce a quest'acqua proprietà magiche, benefiche, infatti alle primissime luci del mattino bisognerebbe usarla per lavare viso e mani, proteggendosi da stress e malanni.


Per chi segue gli antichi rituali e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, questa notte ha un significato profondo: è un momento per ritrovarsi, celebrare la vita, riconnettersi con la Natura; arriva dopo qualche giorno dal passaggio al Solstizio d'estate e accompagna l'energia della Terra attraverso la lenta e sinuosa discesa fino alla vittoria della notte, all'Equinozio di Autunno, che ci sarà il 22 Settembre. Dal 21 giugno le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi e questo momento dell'anno veniva celebrato come "Festa di mezza estate", anche se ora coincide con la celebrazione del Santo Giovanni Battista. La notte di San Giovanni è detta anche la "notte delle erbe magiche" o "notte delle streghe", proprio perché questa acqua, profumata grazie ai petali dei fiori e fresca perché lasciata fuori tutta la notte, diventa come un fonte battesimale, una sorgente di rinnovamento, una preparazione al momento fondamentale della chiusura della ruota dell'Anno, dell'arrivo dell'ultimo sabba che chiude un altro ciclo astronomico.


Forse per qualche lettore tutto questo sembrerà assurdo e privo di senso, ma proviamo a pensare senza alcun condizionamento: è davvero così strano ricollegarsi con la ciclicità delle stagioni, il mutare della durata del giorno e della notte, con le fasi lunari e persino con la nostra stessa natura? Tutto attorno a noi agisce secondo uno schema ben preciso: sta a noi leggere fra le righe di quello che accade.

I nostri antenati conoscevano bene tutte queste tradizioni e le rispettavano fedelmente: è da lì che proveniamo, lì possiamo fare ritorno e rifugiarci ogni volta che sentiamo il bisogno di sentirci parte di qualcosa, abitanti di questa terra, coinquilini dell'immensa meraviglia che ci circonda.

mazzo di fiori

Ai bambini possiamo raccontare le leggende del piccolo popolo, gnomi e fate, che dormono sui petali dei fiori e che, risvegliati dall'acqua della guazza, giocano e saltano fino al mattino, quando poi volano via e ritornano sui fiori dove abitano. Ho preparato la mia prima guazza nel 2021, quando stavo attraversando un periodo bello e difficile della mia vita:raccolsi quei fiori e li misi dentro una ciotola, la riempii di acqua e la lasciai alla luce della Luna ( era anche una bellissima luna piena, come dimenticarla! ). Quei gesti lenti e consapevoli, mentre sceglievo accuratamente i fiori da usare per la mia guazza, risvegliarono in me un senso di pace e profonda connessione: ero totalmente immersa in quel momento, coinvolta fra i profumi e le consistenze diverse al tatto dei fiori e delle foglie, mentre sopra la mia testa si stava preparando una straordinaria luna piena.


La guazza di San Giovanni è un mix fra celebrazioni celtiche, pagane, ma anche cristiane: è il rinnovamento che si ottiene solo passando attraverso una notte, una ricerca dei propri "fiori" per costruire qualcosa di magico e irripetibile.

Non è forse un po' la metafora della vita che ci diceva Seneca "Per aspera ad astra?": solo attraverso le asperità si arriva alle stelle, alla luce che dell'alba che rischiara la notte. Se non ci fosse la notte, con le sue luci e le sue voci, non sapremmo mai apprezzare la bellezza del mattino che sopraggiunge. La guazza si trasforma in un rituale di apertura verso un mondo nuovo, acqua che non è solo fine a sé stessa, è il nostro "nuovo io". Felice notte di San Giovanni e al prossimo post!

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2 commenti


tea.vadala
23 giu 2025

Non conoscevo questa storia. Bellissima 🥰🌺

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Ilenia Melodia
Ilenia Melodia
23 giu 2025
Risposta a

Sono felice che ti piaccia 🫶🏻🌺

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